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Calvizie: a che età si comincia a perdere i capelli

C’è una domanda che tutti si pongono, prima o poi: a che età può iniziare la calvizie? Quando si può parlare di calvizie precoce e quando, invece, si tratta di un fenomeno prevedibile?

Per avere delle risposte, basiamoci sul parere degli esperti, gli specialisti dell’Istituto Helvetico Sanders che si occupano di calvizie da oltre 30 anni.

A quale età un uomo inizia a perdere i capelli?

Può accadere intorno ai 35 anni, considerando le ricerche più recenti, ma spesso accade prima, verso i 30, quando negli uomini si verifica un diradamento che aumenta progressivamente e si estende in base a una classificazione nota come Scala di Hamilton-Norwood.

Ci sono molti uomini, tuttavia, che iniziano a soffrire di calvizie molto prima, anche a 20 anni, e in quel caso può trattarsi di alopecia androgenetica precoce.

Per queste ragioni è importante individuare le cause effettive della calvizie, accorgersi il prima possibile di questo fenomeno e intervenire nel modo più efficace.

Non c’è un’unica soluzione adatta a tutti, bensì una serie di trattamenti e di trapianti che possono risolvere la situazione e ridare più fiducia e autostima alla persona che sta perdendo tutti i capelli.

Come capire se si sta diventando calvi

Esiste anche una caduta dei capelli fisiologica, che comporta un maggiore effluvio in alcuni periodi dell’anno (generalmente con l’inizio dell’autunno e dell’inverno), ma è opportuno non confonderla con la calvizie vera e propria, che può manifestarsi in questo modo:

I capelli si assottigliano sempre di più, il diradamento può avvenire sul vertice della testa, sulle tempie e nella zona frontale;

La stempiatura si accentua progressivamente e si sposta verso la parte posteriore del cuoio capelluto;

Cadono capelli a ciocche quando ci si pettina o dopo aver fatto la doccia;

Si formano delle chiazze irregolari sul cuoio capelluto, possono essere delle dimensioni di una moneta e potrebbero essere un segnale di una patologia cutanea come la psoriasi.

Solo effettuando un’analisi del capello si può capire qual è la vera causa della caduta e quindi scoprire come intervenire.

Quanto può durare la calvizie

Se la perdita dei capelli si verifica tra i 20 e i 30 anni, progredirà fino ai 40-50 anni per poi rallentare, ma la velocità della calvizie non è uguale per tutti: molto dipende da fattori genetici ereditari, per questo ci sono notevoli differenze fra gli uomini della stessa età che non hanno altre patologie e in alcuni casi hanno ancora una chioma folta e resistente, mentre in altri mostrano evidenti segni di diradamento.

Anche le donne non sono risparmiate dalla calvizie: si calcola che siano circa 4 milioni, in Italia, le donne che ne soffrono, circa il 13% del totale.

Dunque, la caduta dei capelli non è un fenomeno esclusivamente maschile e l’alopecia androgenetica è un tema delicato e importante anche per le donne.

Per tutte queste ragioni la calvizie è un tema sempre attuale, sul quale continuano a esserci molti falsi miti da sfatare (uno per tutti: il tagliare i capelli corti per rinforzarli, in realtà non c’è alcuna prova scientifica che questo funzioni) e convinzioni talvolta errate.

Quel che è certo è che non esistono cure miracolose, bensì trattamenti e interventi che possono realmente essere risolutivi e permettere di riconquistare fiducia in se stessi e di tornare ad avere una chioma sana e robusta.

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