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Disturbi della personalità: quali sono i più comuni e come riconoscerli?

La personalità di ogni individuo corrisponde a quell’insieme di caratteristiche che lo contraddistingue dagli altri e che riguardano il modo in cui percepisce sé stesso, gli altri e il mondo, i rapporti con le persone, il suo modo di pensare e come usa comportarsi abitualmente.

I modi in cui questi tratti si combinano e si evolvono, in base alle influenze che derivano dalla società, dalla famiglia, dal lavoro e in base all’età, di fatto, rendono ogni persona unica e diversa dagli altri individui.

Può accadere, però, che quando questi elementi si combinano in modo tale da creare una disarmonia o si manifestano in modo troppo rigido e disadattivo, allora si creano i presupposti per parlare di un disturbo della personalità.

Si fa riferimento al disturbo della personalità nel momento in cui il soggetto che ne è colpito vive un’esperienza interiore o manifesta un modo di pensare e comportarsi che devia in modo marcato rispetto alle aspettative e al normale agire.

In linea di massima, tali disturbi insorgono nel periodo adolescenziale o nei primi anni dell’età adulta e, se non affrontati in tempo con cure specifiche, tenderanno a perdurare e aggravarsi nel tempo.

In tal senso si possono riconoscere 10 tipologie di disturbo della personalità più comuni, distinguibili in tre gruppi principali sulla base delle caratteristiche che li contraddistinguono. In ognuno di questi gruppi, sono presenti i singoli disturbi della personalità che andremo rapidamente a elencare, menzionandone i principali tratti distintivi, come ad esempio le peculiarità dello schizofrenico o le principali caratteristiche del narcisista.

I principali disturbi della personalità

Come anticipato i gruppi in cui si distinguono i disturbi della personalità sono tre.

Nel gruppo A rientrano, nello specifico, quelle persone che manifestano atteggiamenti strani ed eccentrici rispetto all’uso comune, sia nel modo di pensare che di comportarsi. Tra questi rientrano il disturbo paranoide, quello schizoide e quello schizotipico.

I disturbi del gruppo B, invece, riguardano quei soggetti che appaiono esagerati, eccessivamente emotivi e drammatici nelle loro reazioni, imprevedibili nel modo di pensare e di agire. Si distinguono in questa classe i disturbi antisociale, borderline, istrionico e da narcisista.

Infine, il gruppo C, mette insieme le persone ansiose e timorose oltre il normale, come quelli affetti da disturbo ossessivo-compulsivo, evitante e dipendente.

Disturbo paranoide

L’atteggiamento tipico delle persone affette dal disturbo paranoide è caratterizzato da un comportamento sospettoso e diffidente nei confronti del prossimo, che va ben oltre il normale e tende a ingrandirsi sempre più.

Disturbo schizoide

I soggetti affetti da disturbo schizoide tendono a isolarsi, non cercano relazioni interpersonali o rapporti intimi con il prossimo e manifestano un anormale appiattimento affettivo.

Disturbo schizotipico

Chi soffre di disturbo schizotipico tende a essere eccessivamente ansioso, manifestare atteggiamenti eccentrici e fortemente sospettosi nei confronti degli altri. Non si fida di nessuno, presenta un forte disagio sociale e nelle relazioni affettive.

Disturbo antisociale

L’antisociale, invece, tende a calpestare ripetutamente i diritti del prossimo, mostrandosi aggressivo, agendo in maniera impulsiva, ai limiti della legalità, per profitto o puro piacere personale e senza manifestare rimorsi.

Disturbo borderline

Fortemente impulsivo, aggressivo, la persona con disturbo borderline è caratterizzata da forte instabilità nelle relazioni interpersonali, con una netta deviazione dell’immagine che ha di sé e del prossimo. Può compiere gesti estremi nei confronti di sé stesso o degli altri.

Disturbo istrionico

Eccessivamente emotivo e sempre a caccia dell’attenzione altrui, chi è affetto dal disturbo istrionico prova disagio quando non è al centro dell’attenzione. Manifesta repentini cambiamenti delle sue emozioni e ama esprimersi in modo teatrale.

Disturbo narcisistico

Il narcisista tende a sentirsi superiore agli altri, esagerare i propri risultati personali e professionali, ha costante bisogno di ammirazione e mostra poca empatia verso il prossimo, che tende a sminuire per esaltare sé stesso.

Disturbo evitante

Molto timida, la persona evitante tende a sentirsi costantemente inadeguata, evita il prossimo per paura di ricevere critiche o essere ridicolizzato. Per la stessa ragione tenderà a non assumersi rischi o responsabilità personali, né impegnarsi in attività nuove.

Disturbo dipendente

Temono la solitudine e per questa ragione i soggetti dipendenti hanno bisogno di essere sempre rassicurati e curati, mostrando atteggiamenti appiccicosi e sottomessi, per paura di essere abbandonati. Non riescono ad agire o prendere decisioni in autonomia.

Disturbo ossessivo-compulsivo

Fissazione per l’ordine, le regole, l’organizzazione dei dettagli, il controllo sono le caratteristiche tipiche del disturbo ossessivo-compulsivo, che si manifesta con una vera e propria inflessibilità da parte dei soggetti che ne soffrono a discapito delle relazioni interpersonali.

Come riconoscere i disturbi della personalità

Se non diagnosticati in tempo, o in età precoce, i disturbi della personalità possono minare seriamente la serenità e qualità della vita di chi ne soffre.

Ai fini diagnostici, l’età dell’insorgenza dei primi sintomi e il perdurare dei tratti che lo caratterizzano sono importanti a valutare un eventuale patologia sottostante (problemi neurologici o abuso di sostanze e alcol).

Tendenzialmente è bene effettuare le prime diagnosi dopo i 18 anni, poiché negli anni precedenti la personalità di ogni soggetto è ancora in fase evolutiva e tende a manifestare pensieri e comportamenti eccessivi proprio legati all’immaturità. Si possono effettuare prima di quest’età se i sintomi perdurano per più di un anno.

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