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Il dragoncello, nome botanico Artemisia dracunculus, noto anche come estragone, è una pianta aromatica che fa parte della famiglia delle Asteracee. Sull’origine del nome Artemisia vi son varie ipotesi come vedremo, mentre Dracunculus, ovvero “piccolo drago”, gli è stato attribuito per via della somiglianza del cespuglio con l’animale.

Dragoncello: descrizione e caratteristiche generali

Si tratta di una pianta aromatica perenne, può raggiungere il metro d’altezza: i suoi fusti sono ramificati; le foglie lanceolate, lucide e di un verde cupo; i fiori detti corimbi sono piccoli e gialli e sbocciano in estate.

Proviene dell’Europa Orientale, Russia, dall’Asia e dalla Siberia del Sud, non è molto diffusa in Italia anche se prospera bene nei climi temperati. Si è diffusa da questi luoghi nel resto dell’Occidente a seguito delle Crociate. I greci ne conoscevano le virtù medicinali e lo utilizzavano contro il mal di denti, il singhiozzo e per stimolare l’appetito. I romani le diedero il nome Artemisia in onore di Diana Artemide, poiché le donne lo utilizzavano per regolare il ciclo mestruale ma secondo altre fonti il nome deriverebbe da Artemisia, sorella e moglie di Mausolo, re di Alicarnasso e della Caria nel 300 a.C. esperta botanica. Si diffuse in seguito la proprietà non accertata della guarigione dai morsi degli animali ad opera di rimedi naturali prodotti con questa pianta.

Varietà di dragoncello:

  • dragoncello russo: produce semi fertili fiorisce da luglio a ottobre, la pianta è più resistente e robusta ma l’aroma meno forte;
  • dragoncello francese: è di qualità superiore per via della qualità del sapore e si distingue per le foglie più scure, la pianta ha decisamente un aspetto più fragile.

Come coltivare il dragoncello

Coltivare il dragoncello richiede qualche attenzione: si riproduce per cespi o talea (i semi non son fertili), il terreno deve essere ricco e sabbioso e va posto in luoghi assolati in bassa altitudine. Si pianta in primavera ed in quella successiva si possono già staccare rami e foglie giovani per preparare i rimedi naturali (si possono anche essiccare per conservarle più a lungo, oppure tritarle e congelarle) prima però che si aprano i fiori. Può essere tranquillamente coltivato in vaso.

L’uso più comune è ovviamente quello culinario, poiché si tratta di un’erba aromatica leggermente piccante (ottima sostituta del sale) ideale per vari piatti, a cui farò cenno in fondo.

Dragoncello: proprietà e benefici per la salute

Quello che gli antichi sapevano e che con il tempo è stato dimenticato è che il dragoncello, come molte altre spezie ed erbe aromatiche, ha proprietà benefiche per l’organismo, poiché non è solo utile in cucina ma ci si ricavano anche dei rimedi naturali.

Ecco quali sono le proprietà del dragoncello:

  • proprietà digestive, dai fiori si ricava un ottimo infuso da consumare dopo pasti abbondanti;
  • proprietà analgesiche, in particolare è un buon rimedio contro il mal di denti;
  • proprietà depurative, poiché stimola la diuresi;
  • proprietà stimolanti, favorisce l’appetito (pare sia indicato nelle terapie contro anoressia e bulimia, chiedere consiglio al medico) inoltre stimola l’attività dei reni e del fegato e la produzione della bile prevenendo i calcoli della cistifellea;
  • riduce la sensibilità delle papille gustative ed è quindi ideale per l’assunzione di medicine amare (ATTENZIONE: questa non è una prescrizione medica prima di assumere il dragoncello in contemporanea a dei farmaci consultare il medico);
  • proprietà antisettiche, utile contro il mal di gola e le affezioni del cavo orale;
  • proprietà carminative, favorisce la digestione e l’eliminazione dei gas è particolarmente indicato come rimedio naturale contro la gastrite;
  • proprietà aromatiche, molto utile contro l’alitosi;
  • proprietà toniche;
  • proprietà rilassanti, bere l’infuso prima di dormire favorisce il riposo notturno;
  • proprietà antispasmodiche, ottimo per alleviare spasmi, gonfiori e dolori da ciclo mestruale;
  • proprietà antiossidanti;
  • proprietà antibatteriche ed antifungine dell’olio essenziale;
  • proprietà ipocolesterolemiche, mantiene elastiche le arterie e previene i coaguli nelle pareti dei vasi sanguigni;
  • proprietà antidiabetiche;
  • proprietà blandamente lassative.

Ecco quali sono i principi attivi del dragoncello:

  • sali minerali (calcio, ferro, potassio, rame, zinco, manganese, magnesio;
  • vitamine A, B1, B2, B3, B6 e C
  • estragolo, cineolo, nerolo, limonene e ocimene;
  • tannini;
  • flavonoidi;
  • amari;
  • terpene e cumare;
  • folati, piridossina, niacina e riboflavina.

Dragoncello: tutti gli utilizzi

Come già detto, questa pianta è utilizzata in cucina per insaporire pesce, uova ed altre pietanze, ma anche come rimedio naturale per curare diversi disturbi.

Fra gli utilizzi in ambito culinario, il dragoncello si sposa bene con:

  • patate
  • fagioli
  • pomodori
  • asparagi
  • cipolle
  • carne
  • pesce
  • uova
  • frutti di mare
  • verdure
  • formaggi

E’ molto utilizzato per insaporire burro, salse (bernese, tartara o dragoncello) ed aceto.

Con i fiori e le foglie si possono preparare infusi.

Ricetta della tisana di dragoncello

  • 15 grammi di foglie secche (o fiori o 3 rametti);
  • acqua calda.

Mettere in infusione le foglie, coprire ed attendere 15 minuti. Filtrare e bere.

Ricetta dell’aceto al dragoncello

  • aceto bianco;
  • 100 grammi di rametti colti prima della fioritura.

Riporre tutto in una bottiglia di vetro e lasciar riposare 2 mesi in un luogo buio. Usare in piccole quantità con cautela.

Ricetta del burro al dragoncello

  • 2 cucchiai di dragoncello fresco tritato;
  • 100 gr di burro.

Lavorare il burro con la forchetta scacciandolo finché non è bello morbido, amalgamare poco alla volta con il dragoncello. Riporre in frigo e poi servire a tavola con pane fresco caldo e croccante.

Dragoncello: controindicazioni ed effetti collaterali

ATTENZIONE, leggere attentamente quanto segue:

  • Il dragoncello non va assunto in contemporanea di farmaci coagulanti;
  • Si può usare come supporto nelle terapie contro anoressia e bulimia solo dietro consulto medico;
  • Si può assumere in contemporanea di terapie farmacologiche solo dietro parere medico;
  • Non abusare dei rimedi naturali a base di questa pianta;
  • Non assumere durante la gravidanza;
  • Non assumere in caso di allergia all’estragolo;
  • Non usare l’olio essenziale puro può dar luogo ad irritazioni;
  • Sconsigliato l’uso a chi è allergico alle piante appartenenti alla famiglia delle Asteracee.
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