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Ematocrito alto o basso: indaghiamo sulle cause, sui sintomi e sui rimedi. Partiamo con il definire il termine ematocrito: è il rapporto fra il plasma (parte fluida del sangue) ed i globuli rossi, il valore indica la percentuale del volume sanguigno occupata dalla parte corpuscolata del sangue.

Ecco quali sono i valori normali: tra 38-50% per gli uomini ed il 34.9-44.5% per le donne, nei bambini invece è differente a seconda dell’età (si va dal 45-75% nei neonati al 36-43% nei bambini di 10 anni).

Perché si fa l’esame dell’ematocrito (HCT)? Viene prescritto in caso di sospetta anemia o policitemia. Se il paziente presenta milza ingrossata, pallore, vertigini, mal di testa e spossatezza o se soffre di cuore e di malattie ai polmoni, ad esempio, ecco che è necessario fare l’esame del HCT.

L’esame va eseguito però solo se non sono presenti fattori che possano influenzarlo come: disidratazione, gravidanza, trasfusioni recenti o emorragie.

Come si esegue l’esame? Viene effettuato un semplice prelievo del sangue, in laboratorio il campione viene poi trattato con dell’anticoagulante  che separa le parti “figurate” ovvero i corpuscoli e la parte liquida, la provetta viene quindi centrifugata dopodiché si esaminano i materiali che si depositano sul fondo.

Cosa vuol dire avere l’ematocrito alto o basso? Avere l’ematocrito basso può esser un segnale di anemia, quando invece il valore è alto può esserci un’infezione in corso,una patologia dei reni, del cuore o dei bronchi o un tumore in espansione.

Vediamo questi due casi nello specifico.

Ricordo a chi legge che questo non è un articolo medico, si tratta di un articolo a carattere informativo, che l’ematocrito si può misurare solo con gli esami del sangue e per qualsiasi dubbio o sospetto occorre rivolgersi al medico di base.

Che cosa può causare l’innalzamento dei valori dell’emocrito?

  • disfunzioni polmonari;
  • grave disidratazione dovuta a sudorazione eccessiva o dissenteria cronica;
  • diabete;
  • terapie con somministrazione di eritropoietina;
  • ipossiemia causata dal fumo;
  • ipossia;
  • ipossiemia, ovvero il cattivo funzionamento dell’emoglobina;
  • malattie cardiache o cardiovascolari congenite;
  • tumori polmonari ed epatici;
  • insufficienze renali;
  • policitemia (malattia di Vaquez);
  • ustioni o ferite gravi;
  • vivere ad altitudini elevate.

Ematocrito alto: cause, sintomi, alimentazione, rimedi naturali e consigli

Ecco quali sono i sintomi dell’ematocrito alto:

  • l’aggravarsi di problemi cardiaci;
  • l’ostruzione dei vasi sanguigni;
  • le emorragie cerebrali.

Che cosa può causare un alto valore dell’emocrito? Il sangue molto denso scorre con maggiore difficoltà, affaticando il cuore, ragion per cui le malattie cardiache sono strettamente legate a questo valore. Il rischio è quello di un’emorragia celebrale e la facile formazione di trombi.

Cosa bisogna fare in caso di ematocrito alto?

  1. smettere di fumare;
  2. bere almeno 3 litri di acqua al giorno;
  3. mangiare frutta e verdura ricchi di acqua;
  4. fare movimento;
  5. consumare alimenti ricchi di omega3.

Cosa mangiare in caso di ematocrito alto?

Dal punto di vista alimentare sono consigliati: pesce azzurro, noci, semi oleosi, semi di lino, avocado (senza eccedere), finocchi, sedano, cetrioli, anguria, melone, ananas e cereali integrali. Bene anche pomodori, mirtilli e alimenti ricchi di flavonoidi e antociani ricchi di acqua.

Ematocrito basso: cause, sintomi, alimentazione, rimedi naturali e consigli

Quali sono le cause che determinano l’ematocrito basso?

  • anemie;
  • emorragie;
  • malattie autoimmuni che colpiscono le cellule del sangue;
  • malfunzionamento del midollo osseo;
  • infezioni;
  • gravidanza;
  • denutrizione;
  • carenza di ferro e vitamina B;
  • cirrosi epatica;
  • leucemia;
  • linfoma;
  • insufficienza renale;
  • tumori maligni;
  • ciclo mestruale abbondante;
  • farmaci chemioterapici.

L’ematocrito basso si manifesta con la seguente sintomatologia:

  • capelli e unghie fragili;
  • vertigini;
  • cefalea;
  • milza dolente e ingrossata;
  • problemi alla vista;
  • spossatezza;
  • inappetenza;
  • infiammazione di labbra e lingua.

Cosa fare in caso di ematocrito basso?

Se il valore è molto basso il medico potrebbe ordinare una trasfusione. Se si tratta di anemia occorre assumere degli integratori e rivedere la propria alimentazione.

Cosa mangiare in caso di ematocrito basso?

Si consiglia in particolare di consumare: verdura a foglia verde, fagioli, ceci, soia e lenticchie, molluschi (ostriche in particolare), ortica, carne bovina e di cavallo, frattaglie (fegato e polmoni), tuorlo d’uovo, frutta secca (prugne, datteri, uva passa ed albicocche), alghe e soprattutto cibi ad alto contenuto di vitamina C (verdure a foglia verde, broccoli, peperoni rossi, gialli e verdi, peperoncino, mango, kiwi, agrumi, pomodori) per migliorare l’assorbimento del ferro, ma anche di cibi contenenti acido folico (asparagi soprattutto e verdure a foglia verde, legumi, germogli, semi, arachidi, broccoli, germe di grano, uova, frutta secca).

Inoltre è consigliabile ridurre o aumentare i liquidi in base allo stato di salute dei reni ed in caso di problemi epatici assolutamente non assumere alcolici. Vanno inoltre evitate tè e caffè che ostacolano l’assorbimento del ferro. Il cioccolato va ridotto, ma non tutto perché quello amaro è ricco di ferro.

Vanno consumati con moderazione: bietole, spinaci, cereali integrali, latticini, rabarbaro e sedano perché contengono ossalati e molto calcio che ostacolano ugualmente l’assorbimento del ferro.

Dunque per verificare lo stato dell’ematocrito occorre fare un’analisi del sangue, tale esame deve essere prescritto dal medico ed è utile richiederlo quando si sospetta di soffrire di anemia, in caso di malattie cardiovascolari o comunque è un esame di routine da fare almeno una volta all’anno.

E’ buona norma sempre e comunque parlare con il medico se si avvertono disturbi o se si è potenzialmente ereditari di qualche patologia.

Sottolineiamo in ogni caso l’importanza di non fumare: il fumo non permette la fluidificazione né l’ossigenazione del sangue.

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