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La tecnologia in odontoiatria: le novità in questo campo

Sono varie le nuove tecniche e gli strumenti particolarmente avanzati che costantemente sono introdotti nella prassi medica e in questo articolo si andrà a parlare in particolare delle novità che nel corso degli ultimi decenni sono state introdotte in odontoiatria. Molte di queste non solo consentono al dentista di lavorare con maggiore precisione e tranquillità, ma in alcuni casi permettono anche di contenere il dolore per i pazienti, di diminuire la durata del periodo post operatorio o anche di limitare l’ansia che alcune tipologie di interventi odontoiatrici causano in alcune persone. Ecco quindi illustrate alcune di queste innovazioni.

La chirurgia piezoelettrica

La chirurgia piezoelettrica è una metodologia nata negli anni ‘90 che utilizza particolari strumenti in quegli interventi in cui è necessario incidere parti ossee. I vantaggi della chirurgia ossea piezoelettrica sono vari, a partire dal fatto che l’utilizzo di strumenti piezoelettrici consente di diminuire drasticamente le vibrazioni avvertite dal chirurgo durante gli interventi. Erano invece una realtà pericolosa durante interventi con frese e seghe da osso utilizzate in passato. Il taglio ottenuto è particolarmente sottile e permette anche di evitare di incidere le parti molli vicine all’osso. Nel corso dell’intervento vi è minore rischio per il paziente, ma si è introdotta la possibilità di intervenire anche in zone particolarmente vicine a parti delicate della bocca o su pazienti in cui le zone ossee sono già compromesse. I nuovi strumenti chirurgici offrono la massima precisione e spesso la guarigione delle zone trattate avviene in tempi record.

Strumenti laser

Ormai da vari anni si utilizzano in odontoiatria anche strumenti laser. Anche in questo caso i vantaggi sono correlati alla maggiore precisione dello strumento, dovuta all’assenza di vibrazioni durante il funzionamento, e a una più rapida guarigione del soggetto. Il laser si usa per effettuare diverse tipologie di trattamenti in campo odontoiatrico, come ad esempio la cura della carie, le devitalizzazioni dentali, i trattamenti per la cura della parodontite, per arrivare fino alla chirurgia vera e propria. Strumenti laser si possono sfruttare anche per la cura di patologie che affliggono i tessuti molli della bocca e alcuni studi la usano anche per i trattamenti estetici ai denti. I trattamenti effettuati con il laser risultano poco o per nulla dolorosi per i pazienti, portando a un minore ricorso agli anestetici.

La TAC del cranio

Nella lotta ai difetti della dentizione e delle malocclusioni un numero crescente di studi odontoiatrici utilizza esami diagnostici evoluti, ben diversi dalle vecchie radiografie. Si possono sfruttare oggi strumenti quali la TAC che va a monitorare solo il cranio. È una soluzione molto pratica e per nulla invasiva per il paziente. Il risultato dell’esame diagnostico è una panoramica in 2D e in 3D dell’intero cranio, della bocca e di tutte le sue strutture interne. I dati così ottenuti consentono di effettuare una diagnosi migliore e più precisa, preparando una terapia puntuale per ogni singolo paziente. Questo tipo di TAC si può effettuare varie volte nel corso del tempo, grazie anche alla ridotta emissione di raggi X; in questo modo l’odontoiatra può valutare passo per passo le terapie già poste in atto, per pianificare gli interventi successivi ove necessari.

Il microscopio operatorio

Sono varie le situazioni in cui un chirurgo odontoiatrico si trova a dover intervenire su strutture dalle dimensioni molto ridotte. Oggi sempre più spesso in questi casi si interviene approfittando di un microscopio in sede operatoria. Lo strumento permette di ingrandire la zona su cui intervenire, per ottenere una visione perfetta e operare con una precisione impossibile in passato. Il microscopio mostra le parti su cui intervenire su un ampio schermo; il chirurgo ha la possibilità sia di ingrandire la zona su cui sta intervenendo, sia di illuminarla e renderla più nitida. Si fa ricorso al microscopio operatorio soprattutto durante gli interventi di implantologia dentale; è vero però che questo strumento si può dimostrare molto utile anche nel caso di altre tipologie di interventi o di trattamenti.

La sedazione cosciente

La tecnica della sedazione cosciente è stata ormai introdotta non solo in ortodonzia ma anche in occasione di alcuni esami clinici particolarmente invasivi. Si sfrutta una particolare tipologia di sedazione, che utilizza una miscela di gas che mantiene vigile il paziente. I gas, in genere ossigeno e protossido di azoto, sono forniti utilizzando una piccola mascherina e garantiscono la possibilità di tranquillizzare e calmare il paziente. Non vi sono particolari controindicazioni, se non nel caso di soggetti che soffrono di particolari patologie polmonari; in linea generale però si può usare la sedazione cosciente su qualsiasi tipo di paziente, anche sui bambini e per sedute che si succedono con una certa regolarità nel corso di una settimana o di un mese. Spesso si fa uso della sedazione cosciente non solo per interventi di una certa importanza, ma anche per una semplice visita o ablazione del tartaro. Sono infatti molti i pazienti che temono l’incontro con il dentista, questo tipo di sedazione li può aiutare a vivere questa esperienza con minore ansia.

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