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Le cifre della nicotina: confronto fra fumo tradizionale ed elettronico

Quando si decide di passare alla sigaretta elettronica per cercare di smettere di fumare, ci si pone svariate domande. Non si sa quale tipologia di sigaretta elettronica acquistare, quale liquido e soprattutto la quantità di nicotina da assumere.

La scelta del giusto livello di nicotina, poi, è essenziale per un’esperienza appagante di svapo.
La nicotina è una catena molecolare formata da carbonio, idrogeno e azoto; quando viene a contatto con le cellule di cui l’organismo è composto, fa aumentare la produzione di adrenalina, serotonina, dopamina, detti anche ormoni del piacere perché inducono una profonda sensazione di benessere.

Questo composto chimico, però, provoca anche effetti indesiderati: subito dopo essere stata inalata, la nicotina viene sintetizzata dal fegato e da altri organi, come reni e polmoni, che ne subiscono gli effetti. Anche se la percentuale di nicotina presente in una sigaretta è esigua, risulta importante parlarne.

Nel seguente articolo si confronterà la quantità di nicotina presente nella sigaretta elettronica e in quella tradizionale, per permettere di compiere una scelta consapevole.

Cos’è la nicotina

La nicotina è presente nel mondo vegetale come forma di difesa dagli erbivori. Non è presente solo nella foglia del tabacco, ma anche nelle solanacee, ossia cibi come il pomodoro, il peperone, la patata e la melanzana, che la contengono in minime dosi.

Questa sostanza è un vero e proprio stupefacente che può creare nel consumatore in poco tempo una forte dipendenza psichica e in parte fisica. Gli studi dimostrano che bastano 100 sigarette per innescare l’abitudine al fumo. È una sostanza chimica che riesce a provocare assuefazione, portando a non avere più autocontrollo e a smettere di contare i tiri effettuati. Se ne inala una quantità sempre maggiore fino a provocare danni all’intero organismo.

Allo stesso modo, interrompere bruscamente la sua assunzione non fa smettere di fumare, ma può portare problemi e risultare un fallimento per il fumatore.
Il periodo che occorre per dimezzare la quantità di nicotina nel sangue è di sole 2 ore. Ciò vuol dire che, trascorso questo tempo, l’effetto di benessere e rilassamento svanisce e cominciano ad affacciarsi i primi sintomi di astinenza, vissuti come momenti di stress.

I livelli di nicotina in commercio

È possibile trovare molti liquidi diversi, sia per quanto riguarda le aromatizzazioni sia per il grado di nicotina presente (su https://www.svapostore.net). I livelli si possono trovare espressi in milligrammo per millilitro (mg/ml) o in percentuale (%):

  • Senza nicotina: 0 mg/ml;
  • Basso contenuto di nicotina: da 2 mg/ml a 6 mg/ml;
  • Medio contenuto di nicotina: da 7 mg/ml a 12 mg/ml;
  • Alto contenuto di nicotina: da 13 mg/ml a 20 mg/ml.

Quale scegliere? La percentuale da assumere è un fattore molto personale e fisiologico. Per chi è solito fumare sigarette light, si consiglia di utilizzare un livello di nicotina più basso nella sigaretta elettronica, circa 8 mg/ml, che risulta essere anche la media suggerita per riuscire gradualmente a disintossicarsi.

Se, invece, si fumano le rosse, il livello da scegliere è intorno a 16 mg/ml. Si consiglia di non acquistare una sigaretta elettronica con una percentuale di nicotina troppo bassa, perché si rischia di non goderne abbastanza. Col tempo, solo la sperimentazione e l’esperienza saranno in grado di calibrare al meglio la quantità di nicotina da assumere.

Sigarette tradizionali e sigarette elettroniche

Le sigarette tradizionali funzionano tramite un semplice processo di combustione innescato attraverso una fiamma. Oltre a inalare nicotina, il corpo assume altri elementi chimici, come carta e materiali presenti nel filtro, che vengono sintetizzati dalle cellule.

Le sigarette si classificano come hard, medie e soft, in base ai grammi di nicotina presenti al loro interno; di conseguenza, si può scegliere la dose di questa sostanza chimica da assumere. Ma per godere dei suoi effetti, si è costretti ad accettare di inalare anche le altre sostanze dannose presenti nella sigaretta, senza avere la possibilità di decidere.

Le sigarette elettroniche presentano, invece, dei vantaggi. La logica che sta alla base di questa tipologia è quella di avere a disposizione un sistema che dia nicotina al corpo quando ne sente il bisogno, eliminando i danni provocati dalla combustione della sigaretta tradizionale.

Ne esistono diversi modelli, tra cui quelle a cartuccia e quelle a serbatoio:

  • con le prime si utilizzano cartucce aromatizzate già pronte, che possono avere diversi livelli di nicotina;
  • con le seconde, il liquido va inserito direttamente nel serbatoio.

Le sensazioni che i due dispositivi danno sono diverse, le seconde producono sensazioni più simili a una sigaretta tradizionale.
La sostanza viene miscelata, scaldata elettricamente e successivamente potrà essere inalata.

Quando si decide di passare dalla sigaretta tradizionale a quella elettronica, si deve dare al proprio metabolismo una dose adeguata di nicotina. Una sigaretta ne contiene solitamente 0,8 milligrammi. Una quantità di questa sostanza di 8 mg/ml indica la presenza di 8 mg di nicotina in 1 ml di liquido. 1 ml corrisponde a circa 10 sigarette tradizionali. Di conseguenza, utilizzando la sigaretta elettronica con la stessa frequenza di una tradizionale, la quantità assunta è minore, ma rimane il piacere psicologico dato dalla sigaretta.

Come cominciare a utilizzare la sigaretta elettronica

Ci sono alcuni errori comuni da evitare prima di iniziare a svapare. Il motivo principale per cui si vuole passare dalla sigaretta tradizionale a quella elettronica è quello di diminuire l’effetto dannoso da combustione e anche per cercare di smettere di fumare, diminuendo gradualmente la quantità di sostanza che causa assuefazione.

Il primo traguardo da raggiungere, dunque, deve essere il passaggio totale al dispositivo elettronico.
Solo quando si smetterà di utilizzare del tutto la sigaretta tradizionale, si potrà procedere ad abbassare la quantità di nicotina per cercare di liberarsi dal vizio.

Uno sbaglio tipico è quello di utilizzare un liquido con una concentrazione eccessivamente bassa, che porterà a svapare in modo continuo, a consumare più liquido e a continuare a fumare sigarette tradizionali per controbilanciare la mancanza di nicotina.

È consigliabile calibrare bene il cosiddetto hit o colpo in gola, ossia la sensazione percepita quando si inspira una boccata di fumo di sigaretta o di vapore di e-cig, che è dato dalla quantità di sostanza presente nel liquido.

Uscire totalmente da una dipendenza comporta sforzi, forza di volontà e tempo, ma col giusto metodo si raggiungerà il risultato sperato.

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